Lavora con Noi
Presentazione di Mariarosaria Russo Il grande entusiasmo con cui i giovani dell’Istituto "Piria", nella scorsa primavera, hanno preso parte da protagonisti attivi alla realizzazione del documentario "A Medma, nel bosco sacro di Persefone"; l’impegno generoso e commovente con cui gli stessi giovani hanno allestito, a conclusione dell’anno scolastico 2012-2013, l’applauditissimo lavoro teatrale "Nell’agorà di Medma, sulle orme di Filippo", mi hanno indotto a chiedere al prof. Giuseppe Lacquaniti, che quelle rappresentazioni ha scritto e diretto, di compiere un ulteriore atto d’amore verso la "sua" scuola, dove ha insegnato per un quarto di secolo, e verso la "sua" città, di cui ha ricostruito con pazienza certosina la più che millenaria storia: procedere alla ristampa del volume su Medma, scritto un decennio prima, per offrire ai giovani un agile strumento di indagine e consentire loro di approfondire significative tematiche di un passato meritevole di essere conosciuto, perché direttamente collegato alle vicende del territorio dove sono nati, ed in cui vivono, e che devono impegnarsi, con la forza vivificante del loro ingegno, a far diventare migliore. L’interesse manifestato dai giovani di volere conoscere il passato della loro terra, la meraviglia mostrata nell’entrare a contatto con lo splendido patrimonio artistico e culturale lasciato dagli antenati medmei, stanno a significare che esiste da parte dei nostri allievi una "chiara manifestazione d’interesse per le memorie patrie" che la scuola ha l’obbligo assoluto di soddisfare. Sollecitato anche dalle pressioni affettuose esercitate dall’avv. Giacomo Saccomanno, presidente dell’associazione rotariana "La Città del Sole", il prof. Lacquaniti non solo ha risposto positivamente alla mia richiesta di autorizzare la ristampa del libro, ma anche a quella ulteriore - a dire il vero di non poca fatica - di procedere all’aggiornamento del volume, arricchendolo di altri capitoli, aventi ad oggetto tutte le principali questioni collegate alle problematiche medmee dal 2003 ai giorni nostri, senza trascurare eventi, manifestazioni, mostre, pubblicazioni, ecc. che hanno consentito, in quest’arco di tempo, di tenere desto l’interesse e puntare i riflettori sulla piccola polis magnogreca. E così, tra l’altro, sono state elaborate quelle nuove parti riguardanti: le indagini archeologiche (soprattutto quella condotta nell’estate 2005 dall’equipe del prof. Maurizio Paoletti); la presenza dei reperti medmei nei grandi eventi, quale, ad esempio, la mostra "Magna Grecia. Archeologia di un sapere", allestita a Catanzaro dall’Università nel 2005, a cura del prof. Salvatore Settis; le tematiche attinenti il "Parco archeologico di Medma", una enorme occasione di sviluppo per la città di Rosarno, che, tuttavia, ancora non riesce a decollare, in parte gravemente danneggiato dalle devastazioni vandaliche e dall’incuria degli uomini. Un capitolo è stato riservato alle attività svolte e alle iniziative assunte dal nostro Istituto nel corso degli anni per offrire ai nostri giovani l’occasione di "incontrare la loro Medma", farsi sedurre dal fascino di una civiltà che per oltre 500 anni si è manifestata nello stesso territorio, producendo effetti tanto straordinari da suscitare ancor oggi meraviglia e stupore. Proprio il prof. Settis, che di Medma è nel contempo erede, per iure sanguinis, e studioso fecondo, ha scritto in "Azione popolare. Cittadini per il bene comune" (2012) che bisogna guardare soprattutto ai giovani come "i migliori guardiani dell’eredità culturale italiana", facendo presente che "studiare storia dell’arte è più importante per gli italiani che per chiunque altro, perché in Italia il patrimonio artistico è presente in modo più intenso e più distribuito che altrove", e che quindi "noi siamo, dinanzi al mondo, i custodi del più grande patrimonio artistico, che appartiene, come fatto spirituale, alla civiltà del mondo". Restando a Medma, il problema che oggi si presenta di sconcertante attualità è quello di provvedere alla tutela e alla protezione dei beni archeologici, che attraverso i millenni sono giunti a noi e che il disinteresse, l’insensibilità, il menefreghismo possono irrimediabilmente compromettere. Il compito di salvare Medma dalla distruzione e dall’oblio spetta ai giovani, che devono fare quello che questa generazione non è riuscita, se non in parte, ad assolvere. Educare i giovani all’amore per la loro terra e per il passato vuol dire offrire loro una grande occasione di crescita culturale e sociale, che si trasformi in determinazione a costruire un futuro di cui andare orgogliosi. Il libro del prof. Lacquaniti, che si fa apprezzare per la scrittura limpida ed un linguaggio accessibile a tutti, si pone proprio questo obiettivo: parlare al cuore e alla mente dei giovani per invitarli ad avere coscienza della grande eredità che ci è stata consegnata dai progenitori medmei; una consapevolezza che si traduca in orgoglio per le proprie origini ed in volontà di
Istituto di Istruzione Superiore "Raffaele Piria"

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